Anziani fragili, il Comune alza il pressing sulla Regione: dopo lo stop a “Meglio a Casa” si apre il tavolo sulle dimissioni protette

Palazzo Tursi chiede garanzie per il passaggio dall’ospedale al territorio dopo la fine della misura regionale. L’assessora al Sociale Cristina Lodi sollecita un raccordo più forte con la Regione, mentre l’assessore Massimo Nicolò annuncia un confronto tecnico e il potenziamento della rete sociosanitaria

Il tema delle dimissioni protette degli anziani fragili torna al centro del confronto tra Comune e Regione, in un passaggio delicato che riguarda da vicino famiglie, servizi sociali e continuità dell’assistenza. A riaprire il dossier è stato uno scambio di comunicazioni tra l’assessora al Sociale Cristina Lodi e l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, nato dopo la sospensione, a fine 2025, della misura regionale “Meglio a Casa”, pensata per sostenere il rientro protetto dopo il ricovero ospedaliero.

L’iniziativa del Comune arriva anche in seguito a un’interrogazione scritta presentata dal consigliere del Partito Democratico Enrico Frigerio. Nella comunicazione inviata alla Regione, Cristina Lodi ha espresso preoccupazione per le segnalazioni ricevute da diverse famiglie, che avrebbero evidenziato criticità nell’attuale sistema di dimissione, dove il percorso prevederebbe in molti casi il trasferimento diretto in strutture riabilitative, cioè nelle Residenze sanitarie assistenziali di primo livello.
Da parte della Regione è arrivata una disponibilità al confronto. Massimo Nicolò, nella risposta inviata al Comune, ha fatto sapere di voler affrontare il tema dentro un rafforzamento più ampio del sistema sociosanitario territoriale, richiamando l’attivazione degli ospedali di comunità con 56 nuovi posti letto e delle case di comunità, pensate per favorire una presa in carico più integrata. Nello stesso scambio, la Regione si è impegnata anche a convocare un tavolo interistituzionale per definire protocolli condivisi.
La linea del Comune: il rafforzamento della rete sanitaria non basta se non viene accompagnato da un collegamento più stretto e più rapido tra ospedale, territorio e servizi sociali. Cristina Lodi sottolinea infatti che resta fondamentale costruire un raccordo operativo capace di garantire alle famiglie informazioni puntuali e un accompagnamento reale, così da fare della dimissione ospedaliera protetta un passaggio di cura davvero governato, sicuro e costruito su una presa in carico condivisa.
Nella lettura dell’assessora al Sociale Cristina Lodi, la disponibilità manifestata dalla Regione rappresenta un segnale positivo, ma il punto decisivo sarà tradurre quel confronto in strumenti concreti. Il Comune conferma quindi la propria collaborazione per rendere effettiva l’integrazione sociosanitaria tra livelli essenziali di assistenza sul fronte sanitario e livelli essenziali delle prestazioni sociali sul versante dei servizi alla persona, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale e appropriatezza negli interventi.
La partita, insomma, si gioca tutta sulla capacità di evitare vuoti nel momento più delicato, quello del ritorno dall’ospedale. Ed è proprio lì che Palazzo Tursi chiede ora risposte più chiare, mentre il tavolo tecnico annunciato con la Regione viene indicato come il primo passo per provare a ricucire un sistema che, dopo la fine di “Meglio a Casa”, ha lasciato emergere più di una preoccupazione.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.